Lo stress del bagno pubblico: rimedi per l’urofobia

Recentemente fra i Disturbi d’Ansia è stato individuato un nuovo disturbo (classificato dal DSM-V) definito urofobia, tale patologia sembrerebbe molto diffusa ma finora poco considerata. Chi soffre di questo disturbo manifesta un’ansia molto intensa nelle situazioni in cui è costretto ad utilizzare i bagni pubblici, tale da impedirne l’utilizzo, anche nei casi di forte stimolo,

La persona manifesta un disagio molto intenso nel dover usare un bagno pubblico, poiché non trovarsi nel proprio bagno di casa, può generare il timore di sentirsi osservati dagli altri e/o la paura di essere criticati per non riuscire nell’atto. Infatti, per queste persone, la minzione rappresenta una funzione così intima e strettamente personale, per cui il desiderio di riservatezza è cosi importante, tanto che la presenza degli altri assume un significato di minaccia tale impedire l’atto stesso.

L’urofobia può diventare una patologia estremamente limitante e, nei casi più gravi, il disturbo può impedire al soggetto di uscire di casa oppure di effettuare lunghi spostamenti, si evitano così viaggi o nuove opportunità lavorative, in quanto la persona teme che possano presentarsi situazioni in cui il bisogno di urinare non possa essere soddisfatto proprio per l’intenso disagio correlato all’utilizzo di un bagno pubblico. Questo disturbo colpisce entrambi i sessi, ne soffre circa il 9% della popolazione mondiale e spesso è associabile ad una fobia sociale.

Per la cura di questo disturbo può risultare efficace la terapia cognitivo-comportamentale, approccio già indicato per la cura dei disturbi d’ansia. In questo caso, si utilizzano tecniche sia dal punto di vista cognitivo per aiutare il paziente a gestire le idee irrazionali relative all’utilizzo dei bagni pubblici e tecniche dal punto di vista comportamentale come il rilassamento, la respirazione lenta per gestire l’ansia che può bloccare l’individuo nella minzione e l’esposizione graduale già molto efficace nella maggior parte delle fobie. In questi casi si aiuta la persona, ad esporsi gradualmente, in associazione con le tecniche di rilassamento, nei bagni pubblici aiutandola a gestire in modo graduale l’ansia associata.

Articolo a cura dott. Fausto Girone Psicologo Milano

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