Perizia psicologica – Psicologo Milano dott. Fausto Girone

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La Consulenza di Parte (CTP)

Nei casi di separazioni non consensuali, la consulenza tecnica si occupa in genere di osservare e valutare le competenze genitoriali, la relazione genitori figli, la condizione psicologica del minore, ai fini dell’affidamento dello stesso ai genitori.

Lo scopo di una consulenza è quella di rispondere sulle modalità di affidamento ad uno, oppure ad entrambi i genitori, ma anche delle modalità di visita del genitore affidatario. L’obiettivo primario della consulenza tecnica è comunque l’interesse del minore.

Quando il giudice chiede ad un esperto una consulenza tecnica (CTU), è diritto delle parti nominare consulenti di loro fiducia (Consulente Tecnico di Parte – CTP). La consulenza di parte è l’insieme delle osservazioni effettuate al fine di individuare le risorse parentali positive (affettive, relazionali e materiali) del proprio cliente.

Il consulente tecnico psicologo assiste il suo cliente, aiutandolo ad affrontare con serenità il percorso di valutazione necessario ai fini della CTU e supportandolo durante le varie fasi dell’iter peritale.

Il CTP ha il ruolo di assistere il proprio cliente con il compito di affiancare il CTU nell’espletamento del suo incarico durante le operazioni peritali, appurandone la correttezza metodologica della Consulenza, eventualmente producendo ulteriore documentazione clinica.

Il Consulente di parte si presta infine a formulare osservazioni a supporto o critica del risultato al quale il Consulente del Giudice sarà giunto.

Inoltre quando è lo psicologo ad avere il ruolo di CTP assiste il proprio cliente preparandolo rispetto agli obiettivi della CTU e aiutandolo ad affrontare una situazione psicologicamente stressante

Gli eventi traumatici

Un evento può diventare “traumatico” nel momento in cui la persona non riesce, attraverso le proprie risorse emotive e cognitive, a fronteggiare l’evento stesso

Sono eventi potenzialmente”traumatici”:

Life events: lutti, malattie, separazioni
stalking, abusi, violenze sessuali
incidenti stradali, infortuni sul lavoro
mobbing, licenziamenti
Gli eventi traumatici, sono definiti, in questo modo in quanto superano le capacità di adattamento dell’individuo stesso

Nel momento in cui non si riesce ad adattarsi e/o fronteggiare l’evento, oppure esso è stato particolarmente “traumatico”, la persona può sviluppare un disturbo reattivo di natura traumatica

In questi casi si parla dell’insorgenza di un danno psichico, ciò può minare la qualità di vita, l’adattamento sociale e relazionale del soggetto.

Valutazione del danno da mobbing

In ambito lavorativo, si definisce mobbing l’ insieme di comportamenti (angherie, vessazioni, demansionamento, emarginazione, umiliazioni, maldicenze, etc.) perpetrati nel tempo da parte di uno o più individui nei confronti di un altro individuo (datore di lavoro, dai superiori o dai colleghi in maniera subdola o apertamente conflittuale) allo scopo di espellere la vittima dall’ ambiente di lavoro. I singoli atteggiamenti molesti nell’insieme possono produrre anche gravi conseguenze sulla vittima.

Dal punto di vista psicologico le conseguenze di una situazione di “mobbing” possono portare allo sviluppo di una sintomatologia ansioso-depressiva reattiva all’evento stressogeno. Si possono manifestare: sintomi emotivi quali: ansia, depressione, perdita di autostima, disturbi del sonno, ecc.
sintomi psico-somatici, disturbi del comportamento: gesti auto o etero aggressivi, abuso di alcol o farmaci.
Dal punto di vista giurisprudenziale, si può procedere ad un risarcimento del danno nel momento in cui si attesta che il soggetto abbia patito, in conseguenza all’evento stressogeno subito, un danno psichico.

In questo caso, è necessaria una perizia psicologica per valutare e quantificare l’eventuale danno psichico.

Danno psichico da lutto 

Ciò può accadere, soprattutto, quando la morte e’ stata improvvisa e violenta, oppure quando c’è un legame molto forte con il congiunto.In conseguenza a ciò, si possono generare delle conseguenze molto più dolorose e può insorgere un danno biologico di natura psichica in conseguenza della perdita del familiare.

In ambito giurisprudenziale, la Corte Costituzionale con sentenza n. 372/94 ha ritenuto risarcibile il danno biologico psichico subito da un prossimo congiunto a seguito della morte di un familiare vittima di un fatto illecito altrui.

In questi casi, è possibile accertare la presenza di un danno da lutto, soprattutto se dall’evento traumatico è passato molto tempo.

Il lutto rappresenta sicuramente il più grave evento “stressante” della vita di un essere umano.

A seguito di un evento luttuoso la reazione “fisiologica” al lutto è caratterizzata da sentimenti connessi alla perdita della persona cara.

Quando la reazione conseguente alla perdita perdura per molti mesi e la reazione psicologica del soggetto va oltre alla normale esperienza di lutto, si parla di lutto patologico.

E’ possibile richiedere una valutazione psico-diagnostica ai fini di una perizia in caso di:

  • danno da mobbing, dequalificazione professionale, licenziamento senza giusta causa
  • danno da infortunio sul lavoro
  • danno da lutto
  • danno da incidente stradale
  • danno da malpractice sanitaria
  • consulenza tecnica di parte in caso di separazione non consensuale e affidamento figli
  • valutazione competenze genitoriali
  • idoneità all’adozione

 

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