“Ho paura di essere gay”: ossessioni sessuali nel disturbo ossessivo compulsivo

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Il DOC omosessuale: come uscirne con la psicoterapia cognitiva

Nel disturbo ossessivo-compulsivo (DOC), alcune persone presentano una serie di ossessioni di natura omossessuale che riguardano il proprio orientamento sessuale, in questi casi si parla di DOC omosessuale.

Il timore principale consiste nella paura di essere o diventare gay, anche se non è messa in discussione la propria sessualità passata. Alcune ricerche, indicano che questo tipo di ossessioni possono riguardare anche omosessuali preoccupati di diventare eterosessuali, questo dato per un certo punto di vista può essere normalizzante circa il disturbo.

Spesso tali ossessioni, definite all’inizio dai pazienti come fissazioni sessuali o paranoie ossessive, si manifestano con pensieri intrusivi, immagini e impulsi che compaiono in modo involontario.

La persona, a fronte di tali pensieri e immagini, prova ansia e disagio e per neutralizzare sia tali pensieri, che lo stato emotivo spiacevole, si impegna in una serie di rituali con lo scopo di dimostrare la propria vera sessualità, riducendo così il dubbio o il timore di poter diventare gay.

Solitamente, la comparsa delle ossessioni, avviene a seguito di un evento (per es. in alcune situazioni sociali, come in palestra, entrare in contatto con persone omosessuali, oppure vedere una scena di persone dello stesso sesso che si baciano, ecc.), a tal evento si associa un pensiero irrazionale che porta a preoccuparsi di essere gay (“siccome guardavo con attenzione quel ragazzo in palestra ho iniziato a dubitare di essere gay”), mettendo così in dubbio la propria identità sessuale.

Quando i pensieri e le immagini intrusive diventano disturbanti, la persona ricerca la certezza assoluta di non essere gay, tuttavia gli sforzi associati ai rituali mentali e comportamentali possono condurre ad uno stato depressivo e ad un ritiro sociale. Molte persone con disturbo osssessivo-compulsivo iniziano così ad evitare situazioni sociali e relazionali per il timore di confrontarsi con i propri dubbi e incertezze ma tali evitamenti, purtroppo, peggiorano la sintomatologia.

Come per ogni tipologia di disturbo ossessivo-compulsivo, anche nel DOC omosex, le ossessioni di natura sessuale sono correlate a tre aspetti, essi costituiscono i fattori di mantenimento del disturbo stesso ovvero: le idee irrazionali, i rituali di neutralizzazione e i comportamenti di evitamento. Questi tre aspetti, rappresentano delle strategie per affrontare la sintomatologia, ma purtroppo sono disfunzionali poiché mantengono e rinforzano le ossessioni che nel tempo possono evolvere in un disturbo cronico.

Cerchiamo di illustrare alcune forme con cui i tre fattori di mantenimento sopra citati possono manifestarsi:

Idee irrazionali:

  • Se ho un pensiero che contrasta con il mio orientamento sessuale, significa che non sono normale o che ho un problema
  • Se ho la fobia di diventare gay allora vuol dire che può essere vero
  • Non posso accettare di avere pensieri in contrasto con il mio orientamento sessuale
  • Se dovessi diventare o scoprire di essere gay, la mia vita sarebbe distrutta
  • Se non sono al 100% eterosessuale, allora sono gay
  • Ogni volta che mi sento sessualmente eccitato, c’è un motivo preciso
  • Se in una certa situazione penso di essere eccitato sessualmente, ciò deve significare che voglio fare sesso con questa persona
  • Ogni pensiero ha un preciso significato; se penso questo: significa che è vero
  • Se continuo ad avere questo pensiero o queste immagini, devo scacciarle o reagire finché non vanno via

Rituali mentali:

  • Cercare di neutralizzare i pensieri di natura omosessuale con pensieri di tipo eterosessuale
  • Chiedersi se quella persona è attraente (sia dello stesso sesso che di sesso opposto) oppure domandarsi se si è sessualmente eccitati
  • Chiedersi se si è disgustati nel pensare a coppie omosessuali oppure nel vederle insieme
  • Ripetere mentalmente in modo ossessivo: “sono eterosessuale”
  • Controllare l’ambiente per individuare persone omosessuali o potenzialmente tali
  • Cercare di eliminare i pensieri intrusivi, pensando alle esperienze passate dal punto di vista sessuale

Compulsioni comportamentali:

  • Fare delle prove, guardando materiale pornografico omosessuale per rassicurarsi di provare disgusto o assenza di eccitazione
  • Guardare materiale pornografico per rassicurarsi sul proprio orientamento sessuale
  • Fare continui controlli sui propri segnali di eccitazione sessuale
  • Affrontare tematiche “tipicamente” maschili o femminili
  • Masturbarsi in modo compulsivo con materiale pornografico eterosessuale per confermare che non si è omosessuali.
  • Cercare rassicurazioni circa la propria eterosessualità
  • Sperimentare, a volte, esperienze omosessuali per capire le proprie reazioni.
  • Frequentare persone del sesso opposto solo per convincersi di non essere omosessuale (per esempio: “se sto con una ragazza mi passano questi pensieri e queste immagini”)

Alcuni comportamenti di evitamento:

  • Evitare ambienti frequentati da omosessuali o luoghi pubblici in cui si condivide la propria nudità (es. palestre)
  • Evitare relazioni sessuali e/o sentimentali per il timore che possano comparire pensieri intrusivi di natura omosessuale
  • Evitare di intrattenersi da soli esempio in una conversazione, con persone dello stesso sesso
  • Evitare abbracci o in genere il contatto fisico con persone dello stesso sesso
  • Evitare il contatto visivo con individui dello stesso sesso

Ossessioni sessuali come uscirne: il trattamento cognitivo

Nel disturbo ossessivo-compulsivo, la persona, proprio per trovare delle risposte; controlla e rimugina ripetutamente sui propri pensieri, sulle reazioni fisiche del proprio corpo, cercando una verità oggettiva circa il proprio orientamento sessuale; purtroppo tali meccanismi, come abbiamo detto, rinforzano il disturbo con il rischio, nel tempo, di cronicizzarsi.

Spesso le persone che accedono presso il mio Studio di Psicoterapia a Milano Como e Novara, chiedono rassicurazioni circa il loro orientamento sessuale (“… E se non fosse un disturbo e se fossi davvero gay?” oppure “dottore secondo lei sono omosessuale?”;”ma se ho queste fissazioni sessuali vogliono dire che non sono normale?), queste sono domande che spesso mi vengono poste come terapeuta esperto in Psicoterapia cognitiva. Ma se siete attanagliati da pensieri ossessivi circa il vostro orientamento sessuale, queste sono idee irrazionali e falsi allarmi che non hanno nullla a che fare con il vostro orientamento sessuale. Tuttavia, dato che queste ossessioni, possono evolvere in un disturbo a rischio di cronicizzazione, un percorso di psicoterapia, può aiutare ad uscire dal problema recuperando il proprio equilibrio e la serenità, riprendendo in mano la propria vita.

Inoltre, è importante rilevare che nel DOC omosessuale, queste ossessioni di natura sessuale, spesso non trovano risposta, proprio perché, la sessualità, in noi essere umani, è un aspetto molto complesso e non esiste la possibilità di determinare in modo “oggettivo” e “assoluto” quale sia la vera sessualità e il modo “giusto” di viverla nelle sue varie manifestazioni. Spesso le persone che sono in ansia per il timore di essere omosessuali vorrebbero conoscere l’inconoscibile, non sopportando la minima incertezza anche quella più improbabile, ma purtroppo non esiste un modo oggettivo per determinare il “vero” orientamento sessuale.

Ma come si può guarire dalle ossessioni sessuali?

Nella cura del disturbo ossessivo-compulsivo, e quindi anche nel DOC omosex, è ormai ampiamente dimostrato che la terapia cognitiva possa essere in molti casi risolutiva. Il primo obiettivo nel trattamento di questo disturbo è favorire nel paziente la capacità di tollerare e accettare la comparsa di questi pensieri e di queste immagini; questo può avvenire attraverso l’impiego di alcune tecniche terapeutiche (es. esposizione con prevenzione della risposta) che permettono alla persona di imparare a gestire l’ansia correlata ai pensieri e alle immagini intrusive, abbandonando cosi gradualmente le compulsioni e gli evitamenti. In secondo luogo comprendere insieme al paziente qual è il significato emotivo e la funzione del sintomo in quella specifica fase di vita.

Proprio per questo sarebbe fuorviante e inefficace (anzi in alcuni casi anche iatrogeno) una terapia finalizzata al provare o capire se si è gay o eterosessuali. Nella cura di queste ossessioni, quello che può davvero modificarsi è in primo luogo un atteggiamento più accettante verso queste ossessioni, che diventano così nel tempo meno rilevanti. E inoltre, la terapia dovrebbe favorire, nel paziente, la capacità di accettare la varietà dei propri pensieri che si affacciano e riaffacciano nella propria mente, nonché la conoscenza di emozioni apparentemente contrastanti, non comprensibili e in quel momento non integrabili nel concetto di sé.

Per concludere, il trattamento dovrebbe permettere al paziente di imparare a convivere con il dubbio e l’incertezze delle cose, compresa la sessualità. Acquisendo, inoltre, una migliore competenza emotiva che si traduce anche, ma non solo, nella capacità di tollerare e accettare l’inconoscibile e la vera natura delle ossessioni: ovvero quella di semplici eventi mentali, transitori e passeggeri come delle nuvole che attraversano il cielo.  Articolo a cura dott. Fausto Girone Psicologo Milano, non è consentita alcuna riproduzione salvo autorizzazione dell’autore

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Il dott, Fausto Girone riceve presso gli studi di Milano, Como e Novara 

 

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