“La amo o non la amo? E’ davvero la persona giusta per me?”

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E’ capitato a tutti di nutrire qualche dubbio sulla propria relazione sentimentale o sul partner. Può essere normale sperimentare sentimenti contrastanti rispetto alla persona amata, come può succedere di provare attrazione per altri uomini o donne e domandarsi cosa possa significare per il proprio rapporto o se ciò può in qualche modo condizionarne il decorso o la sua stabilità nel tempo. 

Alcune persone, tuttavia, attribuiscono a questi dubbi un significato alquanto negativo, tanto da causare nel tempo preoccupazioni sempre più forti, continue e con conseguente ansia e disagio. Quando tali  dubbi e preoccupazioni diventano invalidanti, possono essere il sintomo o la manifestazione di un disturbo ossessivo-compulsivo (DOC).

Il DOC è un disturbo d’ansia molto diffuso. Esso è caratterizzato da una complessità di sintomi: pensieri ossessivi e compulsioni.

I pensieri ossessivi, che diventano nel tempo intrusivi e sgradevoli, possono riguardare tematiche di ordine e controllo, timore di contaminazione e pulizia, aspetti religiosi e temi legati alla sessualità. I rituali e le compulsioni sono messe in atto per far fronte a ai pensieri giudicati inaccettabili e fonte d’intenso disagio soggettivo.

A proposito degli aspetti relazionali, negli ultimi anni, alcune ricerche (Doron et all. 2011)[1] hanno iniziato ad esplorare i sintomi ossessivo-compulsivi correlati alle relazioni sentimentali; evidenziandone una sorta di derivazione del DOC. Anche se non riconosciuto come categoria a se stante rispetto alla nosografia ufficiale (Manuale Diagnostico dei Disturbi Mentali – DSM-V), esso è stato definito come “DOC centrato sulla relazione con il partner”.

Infatti, il “DOC da relazione”, presenta molte caratteristiche simili. Quella principale è che la persona si tormenta costantemente sulla relazione amorosa, interrogandosi continuamente se la sua relazione ha motivo di continuare e se il partner sia la persona giusta per lui/lei.

Le persone affette da questo disturbo rimuginano e si tormentano con sofferenza circa il possibile andamento della relazione affettiva. E’ da rilevare, che solitamente queste persone non sono in crisi con il proprio partner, anzi la relazione sembra essere soddisfacente sotto diversi punti di vista. Ciò nonostante non riescono a rasserenarsi e sono rigidamente convinte che questa esperienza sentimentale abbia comunque un difetto, quindi il loro scopo diventa individuarlo, per poi disconfermarlo.

Nella mia pratica clinica, noto che in questi casi, la persona è attanagliata costantemente da dubbi sulla propria relazione del tipo: “a volte mi sembra una persona fantastica, altre volte trovo difetti che non riesco a sopportare” oppure “a volte mi sembra di amarlo altre volte non riesco nemmeno ad avvicinarmi e non mi piace per niente” E poi ancora: “E se poi lo lascio e me ne pento?” “E se scopro che mi manca? E magari è davvero l’amore della mia vita?”

 In definitiva, diventa un continuo rimuginare sui propri dubbi: “la amo non la amo? E’ o non è la persona giusta? Dubbi che nel tempo si trasformano in vere e proprie ossessioni, associate a vissuti negativi (ansia, senso di incertezza, ecc.). Solitamente queste ossessioni sono seguite da comportamenti di controllo e ricerca di rassicurazione che possono innescare “circoli viziosi”.

 Inoltre, questa condizione diventa così spiacevole e fonte di sofferenza che alcune persone non riuscendo a sentirsi abbastanza sicure dei sentimenti che provano verso il loro partner, decidono di interrompere il rapporto.

Tale decisione non interrompe la sofferenza anzi, con il passare dei giorni, riemerge il dubbio di aver agito nel modo più giusto e di aver rinunciato ad un rapporto tutto sommato soddisfacente.

 Inoltre, più la persona si interroga sui propri dubbi, più arriva a pensare che proprio per il fatto di essere dubbiosa, significa che c’è qualcosa che non va nella relazione (“non dovrei avere dubbi riguardo il mio compagno”).

In realtà, anche i rapporti sentimentali più sereni attraversano momenti di “stallo”, anche una coppia in armonia può chiedersi, a volte, se sia davvero la scelta giusta stare insieme.

 In effetti, la differenza fra un dubbio normale e legittimo, e un dubbio “ossessivo” è data sia dallo stato emotivo negativo della persona, sia dalla frequenza e pervasività del dubbio stesso.

 Chi si è occupato a fondo dello studio di questo aspetto del disturbo ossessivo-compulsivo ha individuato due possibili scenari:

 1)    Il disturbo ossessivo-compulsivo centrato sulla relazione

 In questo caso la persona rimugina costantemente sulla qualità della sua relazione sentimentale.

Le sue preoccupazioni sono rappresentate da differenti contenuti: l’autenticità dei propri sentimenti nei confronti del partner “Mi sto chiedendo continuamente se lo/la amo davvero” “se l’altro giorno ho guardato quella ragazza forse vuol dire che sono attratto da altre donne e quindi che non sono innamorato”. Oppure l’autenticità dei sentimenti del partner nei propri confronti e infine la correttezza della relazione “controllo continuamente se la relazione va bene così oppure se c’è qualcosa che non va”

 2)    Il disturbo ossessivo-compulsivo centrato sul partner

 In questo caso la persona si concentra sui difetti percepiti del proprio partner, tali da diventare vere e proprie ossessioni.

A volte i difetti cui la persona pone attenzione possono essere di natura fisica, a volte possono riguardare aspetti del carattere e/o del modo di comportarsi (“Non sa stare con i miei amici, vuol dire che non è la persona giusta per me”; non ha senso dell’umorismo, non può stare con me”; Non mi piace il suo modo di sorridere, quindi vorrei lasciarla”; “non mi manca quando non c’è, quindi non sono innamorata”)

 La persona si concentra su aspetti del tutto nella norma in una relazione a due come ad esempio: differenze di opinioni e di carattere sono considerate come la prova di un’incompatibilità nel rapporto.

 Può capitare a tutti di notare un difetto nella persona amata e qualcosa che non va nel proprio rapporto, non per questo dobbiamo ritenerci sofferenti di un disturbo ossessivo-compulsivo.

Come per ogni altro disturbo psicologico, il criterio è sempre collegato all’intensità e pervasività dei pensieri e delle emozioni negative e al disagio che essi ci provocano nella nostra quotidianità.

In quest ultimo caso, quando ci si accorge che i propri dubbi impediscono di vivere serenamente la relazione con il partner, può essere opportuno rivolgersi ad uno specialista per una corretta valutazione del caso e per comprendere se e quando può essere necessario intraprendere un percorso terapeutico.

A cura dott. Fausto Girone Psicologo Milano- Non è consentita alcuna riproduzione senza autorizzazione dell’autore –

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[1] Guy Dorona, Dahlia Talmora, Ohad Szepsenwola and Danny S. Derbyb Relationship-related obsessive- compulsive phenomena: The case of relationship-centred and partner- focused obsessive compulsive symptoms. Psicoterapia cognitivo-comportamentale – Ed . Erikson – 2012

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