Come riconoscere la depressione e curarla con la psicoterapia cognitiva

47 205 La Depressione

La depressione è un disturbo dell’umore caratterizzato da una serie di sintomi di tipo fisico, comportamentale, cognitivo ed emotivo.

I sintomi fisici più comuni sono:

  • il senso di fatica

  • le difficoltà di concentrazione e della memoria

  • la facile irritabilità

  • la perdita o aumento di peso

  • la mancanza di desiderio sessuale

  • i disturbi del sonno (ipersonnia o insonnia)

  • i dolori fisici, ecc.

 

Dal punto di vista comportamentale la persona affetta da depressione sperimenta:

  • riduzione delle attività quotidiane

  • difficoltà nel prendere decisioni e nel risolvere i problemi,

  • un evitamento delle persone

  • riduzione dell’attività sessuale e nei casi più gravi tentativi di suicidio

Dal punto di vista cognitivo ed emotivo la persona presenta pensieri negativi su di se, sul mondo e sul futuro.

Le emozioni tipiche sperimentate da chi è depresso sono:

  • umore depresso o tristezza per la maggior parte del giorno,

  • la perdita di interesse per qualsiasi attività

  • senso di fatica e sensazione di non farcela a svolgere le attività quotidiane

  • senso di colpa, autocritica, autosvalutazione e sensazione di essere un fallito;

  • irritabilità;

  • senso di vuoto, la mancanza di speranza nel futuro, l’irritabilità e l’ansia.

Non è necessario presentare tutti questi sintomi per una diagnosi di disturbo depressivo

Come capire se si è depressi

Può capitare a tutti, qualche volta, di essere un po’ giù di morale, ma ciò non significa che tutti necessitano di una terapia. Come si fa a capire se abbiamo bisogno o meno di un aiuto professionale?
Non è problematico manifestare delle leggere oscillazioni dell’umore, viceversa, può diventare necessario richiedere un intervento terapeutico quando i suoi sintomi sono molto intensi, durano da più di sei mesi e provocano un’intensa sofferenza.

La depressione vera e propria è quindi, qualcosa di molto più intenso e duraturo rispetto al semplice sentirsi “un po’ giù di tono”.

Può essere importante capire la causa del nostro sentirci “giù”; ad esempio la perdita di una persona cara (es. separazione, divorzio, lutto) determina una normale reazione naturale, coerente con l’esperienza che si sta vivendo e, nella maggior parte dei casi, transitoria. In questo caso la depressione conseguente ad una separazione o ad un lutto non è quindi un disturbo psicologico; lo può diventare la condizione depressiva non si risolve spontaneamente nell’arco di 12 mesi dalla perdita della persona cara.

Tuttavia in caso di dubbi sulla propria condizione è meglio per ricevere una diagnosi seria ed accurata rivolgersi a professionisti qualificati (psicologi, psicoterapeuti, psichiatri) in grado di indirizzare la persona verso un trattamento adeguato.

I sintomi depressivi possono essere presenti in vari disturbi psicologici e possono essere dovuti ad alcune condizioni mediche generali (es. ictus, morbo di Parkinson, demenze, sclerosi multipla) o all’assunzione di sostanze come droghe, alcool e farmaci. In particolare la depressione può derivare dall’astinenza dalla cocaina e da alcolici.

Le ricerche effettuate negli ultimi anni hanno individuato differenti tipi di terapie per uscire dalla depressione.

Attualmente i rimedi più efficaci per la depressione sono la psicoterapia cognitivo-comportamentale, quella interpersonale e il trattamento farmacologico.

Non ci sono prove di efficacia che indicano che uno di questi trattamenti è migliore rispetto all’altro. Le psicoterapie e i trattamenti integrati (psicoterapia associata alla farmacoterapia), risultano essere più efficaci nella prevenzione delle ricadute rispetto al solo trattamento farmacologico.

La psicoterapia cognitiva

Come Psicoterapeuta a Milano mi occupo della cura di questo disturbo con la terapia cognitiva presso gli studi di Milano, Sesto San Giovanni e Novara.

La terapia cognitiva insieme alla terapia interpersonale, è la psicoterapia più efficace nella cura della depressione.

Secondo l’approccio cognitivista, i pensieri e le convinzioni negative su di sé, sul mondo e sul futuro hanno un ruolo centrale nell’esordio e nel mantenimento del disturbo.

La terapia cognitiva si focalizza soprattutto sui modi in cui il soggetto interpreta gli eventi che gli accadono e come vi reagisce e valuta sé stesso.

Il terapeuta cognitivista si propone di aiutare il paziente, durante il percorso di psicoterapia, ad identificare e modificare i pensieri e le convinzioni negative che ha su se stesso, sul mondo e sul futuro, ricorrendo a numerose e specifiche tecniche. Il cambiamento nel modo di pensare porterà ad una regolazione del tono dell’umore e a riduzione dei sintomi, che a loro volta influiranno positivamente sui pensieri. In modo simile, la modificazione di alcuni comportamenti problematici (es. isolamento sociale) avrà un effetto benefico sui pensieri e sulle emozioni del soggetto. In questo modo è possibile interrompere i circoli viziosi che mantengono il disturbo.

I recenti studi evidenziano che circa due pazienti su tre con sintomi depressivi ha una significativa diminuzione dei sintomi entro le prime 20 sedute di psicoterapia.

Articolo a cura dott. Fausto Girone Psicologo e Psicoterapeuta Milano

Lascia un messaggio