“Che stress tornare al lavoro!” Come prevenire e gestire lo “stress da rientro”

Stress Da Rientro

Le vacanze sono un momento in cui corpo e mente – lontani da preoccupazioni, responsabilità e gestione dei problemi quotidiani – si assestano su ritmi differenti: più ore di sonno, pasti più regolari, più tempo da dedicare a noi stessi e alle attività che ci divertono o ci rilassano.

Quando terminano le vacanze, quindi, può essere normale essere un po’ giù di corda anche se non tutti reagiscono allo stesso modo all’idea di dover tornare alla routine quotidiana. Questo dipenderà molto da caratteristiche personali, dalla soddisfazione per il proprio lavoro, dalla capacità di gestire i cambiamenti, ecc.

Per qualcuno, tornare a casa dopo un viaggio e riprendere le vecchie abitudini, può essere perfino rilassante, c’è chi vive il rientro con serenità e si sente rassicurato per il fatto che nulla è cambiato nella sua vita.

Per altri riabituarsi al tran tran quotidiano può essere più faticoso e tradursi in un malessere psicofisico generalizzato, dando luogo ad una sorta di effetto “paradossale”: ovvero ci si sente più stanchi e “scarichi” di quando si è partiti.

In questi casi, il malessere si manifesta in una vera e propria sindrome (con sintomi fisici e psicologici) chiamata in inglese “Post-Vacation Blues” o “Stress da rientro”: mal di testa, stanchezza, senso di stordimento e agitazione, nervosismo, sonno disturbato, calo dell’attenzione, debolezza, fino a tosse e linee di febbre; questi possono essere tutti i segnali che il nostro organismo sta rispondendo ad una condizione di stress. Alcuni ricerche hanno evidenziato che, soffre di stress da rientro, oltre la metà delle persone che riprende il proprio lavoro dopo un periodo di vacanza, sembrano esserne colpiti sei milioni di italiani, circa uno su dieci.

Ritornare alle “vecchie abitudini” significa ad ogni modo andare incontro ad un cambiamento rispetto ai ritmi fisiologici e psicologici a cui ci siamo abituati durante le vacanze. Nel momento in cui il nostro organismo deve far fronte ad un cambiamento, per riorganizzarsi, si prepara con tutta una serie di risposte.

Laddove il cambiamento richiesto è troppo repentino, il nostro corpo “legge” tali richieste come un segnale di emergenza attivando dal punto di vista fisiologico delle risposte atte a fronteggiare la situazione. Infatti, i sintomi elencati non sono altro che una risposta del nostro corpo conseguente ad un cambiamento repentino cui il nostro fisico e la nostra mente debbono adattarsi. In linea di massima, questo iniziale “sconvolgimento” è presente per qualche tempo, ma poi regredisce e l’organismo ritrova il suo abituale equilibrio.

Tuttavia, quando l’essere giù di tono al rientro si trasforma in un malessere diffuso, anche se tale condizione non è una “patologia” e non richiede un vero e proprio trattamento, può essere utile adottare qualche semplice accorgimento dal punto di vista psicologico. Seguire qualche suggerimento può essere utile per ridurre questi segnali di malessere e gestire meglio la ripresa lavorativa e i vari impegni quotidiani.

Ecco dieci utili consigli per prevenire o gestire lo stress da rientro:

 1) Meglio prepararsi in anticipo al rientro

 Anticipare mentalmente il vostro rientro qualche giorno prima, può aiutarvi a prepararvi al ritorno alla vita di tutti giorni affrontando la realtà per tempo. Questo non vuol dire cominciare a pensarci una settimana prima; anticipare troppo, al contrario, non vi permetterà di assaporare momento dopo momento, nel presente, la vostra vacanza.

 2) Riprendete con gradualità

Concedersi, se è possibile, qualche giorno di riposo nella propria città, in modo tale che corpo e mente possano riadattarsi agli abituali ritmi quotidiani. Per molti le vacanze non sempre sono esattamente “riposanti”: meglio concedersi, quindi, qualche giorno di vero “relax”, prima di ricominciare.

 3) Fate una lista delle cose che creano preoccupazione per il rientro

 Se ci sono situazioni legate al rientro che vi creano ansia, prendete carta e penna e provate a fare un piccolo elenco. Definite con precisione, meglio che vi riesce, qual è il problema per voi in quella situazione; poi pensate per quel problema, quali potrebbero essere le possibili soluzioni e in che modo si potrebbero mettere in pratica, poi passate all’azione e verificate dopo qualche tempo se avete raggiunto il vostro obiettivo. Se non ha funzionato non scoraggiatevi e provate a pensare ad un’altra soluzione e come metterla in pratica, prima o poi sarà quella giusta.

4) Stabilite le priorità

 Spesso rientrando in ufficio, la prima “brutta sorpresa” è il lavoro che si è accumulato durante le nostre settimane di assenza. Per esempio, si accende il computer e si trovano migliaia di mail da leggere, oppure il capo ci ricorda quelle pratiche ancora in sospeso o ci troviamo travolti dalle richieste dei clienti. Per molte persone questo può essere fonte di stress e ansia e quando l’ansia è eccessiva, possiamo andare come si dice “nel pallone” ovvero perdiamo lucidità, riducendo notevolmente la nostra capacità di gestire le situazioni e di risolvere i problemi.

 Dato che probabilmente all’inizio non sarà possibile portare a termine tutto, un suggerimento può essere quello di stabilire, se possibile, delle priorità, partendo dai compiti che secondo voi sono più importanti fino a quelli che possono attendere.

 5) Gestite con gradualità gli obiettivi

 Allo stesso modo può essere utile iniziare i primi giorni con obiettivi più piccoli e semplici, focalizzandovi con gradualità ai progetti di lavoro più complessi ed ambiziosi. Questo atteggiamento può aiutarvi a mantenere un senso di controllo sulle situazioni e una migliore ripresa del normale ritmo lavorativo e di studio.

 6) Se al rientro, gli impegni sono troppi, imparate a delegare

 Lo stress aumenta nel momento in cui le richieste ambientali superano in qualche modo le nostre risorse fisiche e psicologiche per potere affrontare queste richieste. Dopo un periodo di relativa inattività, trovarsi nuovamente a dover gestire molti impegni contemporaneamente può essere in alcuni casi stressante, per cui, può aiutarvi delegare ad altri qualche compito. Ma questo significa rinunciare all’idea di poter essere i soli a saper gestire bene quella determinata cosa. Oppure significa esprimere ad altri il bisogno di aiuto. Questo è possibile per voi?

 7) Riattivate stati d’animo positivi

 Spesso la qualità dei nostri ricordi è influenzata dal nostro stato d’animo, se siamo tristi o di cattivo umore tendiamo a pensare maggiormente ad eventi passati negativi o che ci hanno causato sofferenza. Viceversa quando il nostro umore è positivo tendiamo a recuperare più facilmente dalla nostra memoria eventi per noi positivi e in cui siamo stati bene. Per contrastare l’umore “nero” da rientro, un altro suggerimento è quello di ricordare i momenti della nostra vacanza, più divertenti, più romantici, più coinvolgenti e sorprendenti, associati ad emozioni positive. Quello che spesso si fa è proprio riguardare le foto e i filmati delle vacanze magari insieme a chi si è conosciuto in vacanza; questa è una buona abitudine, in quanto aiuta a tornare con la nostra mente in quei luoghi e se abbiamo passato dei bei momenti si riattiveranno le emozioni positive associate a quelle situazioni. I ricordi collegati ad emozioni positive hanno comunque un influenza significativa sul nostro umore del momento, aumentando i pensieri positivi e stimolando la creatività.

 8) Modificate i vostri pensieri negativi

 Al rientro dalle vacanze è importante non alimentare la propria ansia con pensieri negativi e “irrazionali” ma è invece raccomandabile concentrarsi su pensieri positivi. Provate a fare una lista dei pensieri negativi e accanto a questi provate a scrivere, cambiandoli, dei pensieri più positivi. Questo piccolo esercizio vi aiuterà non solo a modificare i vostri pensieri negativi ma scrivendoli vi permetterà di guardarli con più consapevolezza e distanziamento, diventando di conseguenza meno disturbanti e più gestibili.

 9) Provate a considerare le conseguenze positive della vacanza

 Anche se le vacanze sono terminate e alcuni effetti benefici (rilassamento, riposo, ecc.) tendono a esaurirsi in breve tempo, è bene considerare anche altri aspetti positivi più duraturi. Ad esempio una vacanza o un viaggio sono sempre un’occasione di esplorazione, di incontro con altre persone e confronto con altre culture, un viaggio permette conoscenza e arricchimento, favorisce esperienze positive e altro ancora. Per cui se alcuni effetti si perdono in poco tempo, altro non è perduto, anzi ciò che è stato vissuto, è entrato a far parte in modo permanente nel nostro patrimonio personale.

 10) Dedicatevi ad attività piacevoli e rilassanti

 Se durante le vacanze avete coltivato una buona abitudine come fare una passeggiata, oppure leggere un libro, ecc. provate a mantenere l’abitudine. Se durante le vacanze estive abbiamo coltivato dei piacevoli hobby non abbandoniamoli del tutto ma proviamo a praticarli durante il tempo libero dal lavoro. Continuare a dare spazio a sé può dare quel senso di beneficio che normalmente sperimentiamo quando siamo in vacanza.

Articolo redatto da dott. Fausto Girone Psicologo-Psicoterapeuta Milano, non è consentita alcuna riproduzione salvo autorizzazione dell’autore.

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