“Star bene con se stessi” non è solo questione di DNA

Secondo una ricerca pubblicata su Psychological Medicine, il nostro benessere psicologico e la nostra austostima dipendono soprattutto dall’ambiente in cui si vive e dallo stile di vita, in misura minore da fattori genetici. Quindi essere felici o meno, sembrerebbe dipendere da dove e come viviamo.

Lo studio condotto presso l’Istituto di Sanità, su 742 coppie di fratelli gemelli, ha indagato il grado di benessere percepito dai soggetti in varie aree quali: l’autonomia, le relazioni positive, l’accettazione di sé, l’ avere uno scopo nella vita, il senso di padronanza e controllo sull’ambiente, la crescita personale e l’autostima in generale.

Secondo gli autori della ricerca “il benessere psicologico è influenzato sia da fattori ambientali non condivisi in ambito familiare che da fattori genetici”: il DNA sarebbe un fattore implicato nell’ambito delle relazioni interpersonali, mentre l’ambiente e gli stili di vita sarebbero fondamentali per quanto riguarda la capacità di agire in modo autonomo e di affrontare lo stress, nonché per la crescita personale.

Questo studio mette in evidenza quali sono i fattori che influiscono sul nostro benessere emotivo, basti pensare in che modo lo stress condiziona la qualità di vita di ciascuno di noi.

Star bene con se stessi dal punto di vista psicologico è importante quanto il benessere fisico, tanto più che la mancanza del primo riduce notevolmente le difese immunitarie rendendo l’individuo più esposto alle malattie e allo stress.

In realtà, secondo lo psicologo Carol Ryff, raggiungere un benessere psicologico non è una questione di pura felicità, ma perseguirla vuol dire predisporsi ad essa: “‪la felicità è solo un aspetto di ciò che costituisce il benessere psicologico e non dovrebbe essere vista come l’indicatore principale di quel che distingue una buona vita‬”.

In sostanza, si può imparare ad essere felici e raggiungere una vita soddisfacente?

In realtà ricette non esistono, però possiamo imparare a predisporci alla felicità;

il primo passo può essere quello di imparare ad accettarci per quello che siamo, sviluppando verso noi stessi un atteggiamento non giudicante e benevolo, perdonandoci i nostri errori e semmai usare i nostri “inciampi” per comprendere qualcosa in più su noi stessi.

Per approfondimenti:

http://journals.cambridge.org/action/displayAbstract?fromPage=online&aid=8306544&fulltextType=RA&fileId=S0033291711000663

http://journals.cambridge.org/abstract_S0033291711000663

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